La psicologia intermedia, preventiva: prima di… (24/3/2010)


 

In medio stat virtus” la virtù sta nel mezzo, oppure “Aurea mediocritas
dove “un’ottimale situazione intermedia” ci permetterebbe di comprendere
sia il passato che guardare preventivamente al futuro ed al contempo
Carpe diem”, cogliere l’attimo, capire il presente.  Tutto ciò, dal punto di
vista psicologico, potrebbe essere  declinato come “cogliere ed interpretare il
sintomo”, la relazione nel suo concreto svolgimento.
Se i “processi” psicologici vengono visti ed analizzati nella loro genesi e
possibile sviluppo, nel loro rapportarsi con l’ambiente esterno, ed al
contempo nel rappresentare le esigenze soggettive; se al posto di etichette
quali “disadattamento”, “turbe” o altre più descrittive, ma comunque griffe
non sempre d’autore, e se, nella scuola, per esempio, al voto o alla
classificazionesi si sostituisce la “dinamica”, saremmo nelle condizioni di
poterci collocare nel mezzo del processo che, in qualsiasi stadio esso si
trovi, si può pensare di poterlo interrompere un attimo prima che degeneri
ulteriormente, indirizandolo altrove. E’ una questione di tempi, di approccio
e di volontà; di tecniche atte a ricollocare altrove ciò che le etichette
costringono nell’angolo di un giudizio questo si “turbante” e “disadattante”.
Intervenire nel mezzo del processo tra affetti, comportamenti e cognizione
per rafforzare la conoscenza dello stesso, può rappresentare il campo
operativo della “psicologia intermedia” di quella che, propriro perché sta
nel mezzo… arriva prima del possibile “peggio”. Da una parte, riscoprendo
un’ azione di feedbak, riconosce i meccnismi e le ragioni che hanno portato
ad una determinata forma di comportamento e dall’altra, tenta di “governare”
il futuro. Stare dalla parte del processo in atto significa stare dalla parte di
chi, in prima persona lo subisce, non lo governa, pur essendone l’espressione
 materiale, sovente associata ad una  forte sofferenza che tuttavià è possibile
trasformare in risorsa.
“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché
la diritta via era smarrita.   Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva
selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura!   Tant’ è amara
Che poco è più morte; ma per trattar del ben ch’io’ vi trovai, dirò de l’altre
Cose ch’io’ v’ho scorte    “Dante Alighieri – La Divina Commedia-”

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