L’ incrocio pericoloso (12/5/2010)


 E SE L’INCROCIO NON FOSSE UN INCROCIO?
Stò guidanto in modo rilassato, non conosco la strada ma appare ben illuminata e con una segnaletica precisa. Ad un certo punto arrivo ad uno stop: il cartello è ben visibile e l’incrocio sembra del tutto “normale”. Si ha una perfetta visuale o, almeno sembra. Tutto tranquillo; sta per arrivare una macchina da una delle strade perpendicolari alla mia e… automaticamente penso.. . “Non c’è problema ce la faccio a passare”. Ed invece no! Qalcosa è successo, devo aver sbagliato un qualche procedimento perché la macchina mi ha sfiorato ed ho evitato il dramma per un soffio. Eppure mi sembrava tutto così chiaro.
La situazione per cui, ci sembra di affrontare un problema in modo adeguato ma  poi nel farlo ci troviamo in difficoltà, è un fatto comune e riccorrente, non riguarda solo la guida dell’ automobile. La situazione può essere inquadrata con l’esistenza di uno scarto tra quello che “automaticamente” valuto sia una situazione e quello che effettivamente mi si presenta, senza avere tuttavia il tempo o la possibilità di valutarne la differenza.  Si può inquadrare come “abitudine a ..” , “Pensavo che::”, “Ero convinto di…”  “Non me ne sono accorto…”
Da qualche tempo oramai anche da noi ci sono le rotonde ma, la valutazione per inserirsi nel traffico, non è meno complessa.

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