Le terme e le indagini del Commissario Lasagna

Le vittime e le prove dei delitti.

 

Accertato l’arrivo delle pizze per le 20,45 l’incontro poté continuare tranquillamente.

 

Il terzo punto, la documentazione

“Vede Commissario, ritornando al nostro primo incontro, lei disse in termini di giallistica, di trovarci in una situazione particolare nella quale vedevamo la pistola fumante, ci rendevamo conto che un crimine era stato effettuato ma materialmente non c’era una vittima. Possiamo dire: un delitto asintomatico?”

Lasagna sorrise e annuì.

“Bene ora possiamo vedere anche la vittima. In realtà le vittime e i danni sono stati diversi, ma questa era specificamente dichiarata, davanti agli occhi di tutti, tuttavia appariva come fosse un fantasma e quindi… niente si poteva fare, era un’ombra una cosa che appariva immateriale pur provocando i suoi effetti, asintomaticamente.

Un poco come nella commedia di Edoardo De Filippo Questi fantasmi dove, grazie all’atmosfera letteraria costruita dal grande Edoardo, il protagonista della commedia ritiene come benevolenza di un fantasma gli aiuti finanziari che gli arrivano in casa che erano invece soldi “forniti” dall’amante della moglie, con la quale voleva fuggire. Ora, mutatis mutandis, ciò è avvenuto in questi anni ad Abano e Montegrotto.”

Non capisco.” Disse Lasagna.

“Penso che lo capirà. Ora procediamo per la nostra strada altrimenti i fantasmi la fanno da padrone.”

Riprese in mano il Piano delle acque e lo alzò verso l’alto.

E’ proprio questo documento, pur nelle sue ambiguità, che ci permette di documentare ufficialmente l’atto ‘efferato’: ne leggo alcuni brani.

 

  • ‘Dei 66,7 km di fognatura bianca circa il 22% è interessato da scarichi di acque termali. L’importanza di questo dato risiede nel residuo fangoso che le acque termali rilasciano nella rete che percorrono. Il fango residuo che si deposita sul fondo dei pozzetti e delle condotte della rete è un fango molto sottile con caratteristiche limose, questo tipo di deposito è molto difficile da asportare e richiede tipologie particolari di intervento che consistono nell’asportazione del deposito e non nell’idropulizia con canal jet come è usuale. (…)
  • (..) Una criticità importante, diffusa nella parte del centro del comune di Abano, ove ci sono le attività alberghiere, riguarda la presenza di ingenti depositi di fango termale all’interno della rete di fognatura bianca. Tali sedimenti ostruiscono le condotte, riducendo drasticamente la sezione utile dei rami della rete fognaria, diminuendo così la capacità di invaso oltre che di portata. Tutto ciò crea un conseguente aumento del rischio di allagamento essendo ridotta la capacità di smaltimento dei volumi durante gli eventi meteorici. È quindi di fondamentale importanza garantire la manutenzione ordinaria di tale rete fognaria per evitare di creare situazioni di alto rischio idraulico.’

 

Ecco, vede Commissario, se come io penso il fango termale, qualora fossero rispettati i parametri, non dovrebbe trovarsi nelle fognature (fosse solo per questo andrebbero fatti i controlli sui parametri ammissibili per verificare la correttezza degli scarichi), ciò che qui viene proposto è la pulizia costante della fognatura.

Ma quale pulizia? Poco prima hanno dichiarato che quella che l’idropulizia che si effettua da anni non è efficace e che ci vorrebbero altre tipologie di intervento. Ma allora perché non lo fanno e da anni si continua con il sistema sbagliato e con le conseguenti esondazioni? Ancora fantasmi che circolano!

 

E’ stato proprio un rapporto fantasmatico, un gioco delle parti, quello che si è avuto in questi anni tra le varie amministrazioni e le Associazioni di albergatori nel pagamento degli scarichi termali dove i soldi facevano comodo all’amministrazione e all’amministratore (una larga piramidi al cui vertici c’erano sindaci, assessori ecc.) che, tuttavia, non vedevano l’interessi dell’amante da cui arrivavano, o li giudicavano logici in nome di interessi più ‘alti’ (sviluppo, occupazione, condivisione ecc.). Nella commedia di Edoardo l’interesse dell’amante era quello di poter fuggire con la moglie dell’altro, nel nostro caso era che l’altro fosse sintomaticamente cieco e non entrasse nel merito delle varie leggi in qualche modo si auto dichiarava cieco se non appunto ‘precursore di sviluppo economico‘, per l’appunto cieco.

In questo senso aggiornare i regolamenti degli scarichi voleva e vuole dire di correre il rischio di aprire l’armadio non pieno di fantasmi ma di cadaveri e di doverli vedere e il loro odore potrebbe essere nauseante. Per dirla fino in fondo, se qualcuno di loro, qualche amministratore, avesse aperto l’armadio e fatto uscire i cadaveri sarebbe apparso chiaro che lui era il primo assassino. Si sarebbe autodenunciato: a meno che questa non fosse stata un’azione programmatica nelle elezioni di un nuovo sindaco, il quale così dichiarava, prima di essere lui a continuare nella cecità, la necessità di cambiare. Ciò non è avvenuto.

Lasagna che era rimasto sempre muto ora lo era doppiamente, tentava di parlare perché la cosa li risultava incredibile ma nel contempo non aveva tutti gli elementi in possesso di Giuseppe che portavano a queste ipotesi.

Naturalmente questo è quello che io penso” disse Giuseppe ma volendo i fatti si conoscevano da molto. Ora le do una documentazione che è rimasta in mio possesso, allora ero appassionato a questi problemi, di una ispezione fatta dal Comune di Abano nel 2005. Poi le fornisco altra documentazione scaturita da analisi da me fatte in via amatoriale ma che hanno un loro sostanza derivante dalla mia esperienza di vita e di lavoro.”

 

Primo documento.

Giuseppe prese dalla cartella che aveva con sé un foglio stampato a colori, un collage di foto, nel quale si mettevano assieme pozzetti termali ispezionati dal comune di Abano nel 2005. Le immagini davano con evidenza la situazione creata dallo scarico dei fanghi; le condotte della rete fognaria erano intasate con tutte le conseguenze del caso di fronte a piogge particolarmente forti.

 

 Il Dott. Rubini lo prese in mano e guardò con interesse; era un mondo nuovo anche per lui, un mondo sotterraneo che si muove giorno per giorno senza essere visto ma solo intravisto dal fumo che esce all’aperto, come le ombre dei fantasmi, eppure molto concreto.

Anche non essendo un in idraulico” disse “posso ben immaginare cosa questo voglia dire e mi ricordo che, quando sono accadute esondazioni nel centro di Abano, le cause sono sempre state date al altri, questo ce l’ho ben presente, doveva essere meglio valutata anche questa realtà.”

“Le faccio notare una cosa” riprese Giuseppe “nell’ispezione al pozzetto non misurano mai la temperatura come fosse un parametro esente da controlli, una cosa a perdere. Questo ci dà una indicazione di come  è vissuta l’acqua termale.”

 

Secondo documento

 Continuò a mostrare altre foto; una serie relative alle dinamiche della fognatura bianca in relazione alla molteplicità che questa aveva di scarico nei fossi o canali, mettendo ben in evidenza che non si trattava di ‘una fognatura bianca’ ma semmai di spezzoni di fognatura bianca comprendente in determinate zone anche lo scarico delle acque termali. ‘Una’ fognatura ‘bianca’ con gli scarichi disseminati nel territorio.

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Terzo documento.

Le foto continuavano ad uscire dalla cartella di Giuseppe.

Veniamo ora ai punti dolenti, alle zone in crisi nel centro di Abano Terme durante aventi atmosferici particolari. Non sono queste le uniche in crisi nell’area comunale, basti pensare a Giarre, a Monterosso ecc.; queste, parte di queste, hanno a che fare anche con gli scarichi delle acque termali.

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Ma è una bagnarola!” esclamò Lasagna. “Non avrei mai immaginato niente di simile” :

Un bonario sorriso mulesco di Giuseppe introdusse una nuova testimonianza di recenti esondazioni accadute ad Abano nel giugno 2018.

 

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Naturalmente” continuò Giuseppe “queste esondazioni non avvengono tutte allo stesso momento ed alla stessa maniera in certi anni ci sono, in altri no. Dipende dal il tipo di evento atmosferico, dalla sua intensità, dalla sua localizzazione (quale parte del paese colpisce di più), dalla sua durata, da moltissimo altri fattori, certo che oramai erano diventati abbastanza generalizzanti e denotano la loro causa sistemica. Dico: erano, perché anche il clima cambia e non è detto che la risposta delle piogge rimanga sempre la stessa e poi cambiano anche altri tantissimi fattori e a volte alcune situazioni migliorano. Abbiamo visto che il Comune di Abano ha fatto un piano delle acque e lo stesso il Comune di Montegrotto, vedremo se queste scelte incideranno e come lo faranno. Naturalmente ciò potrebbe incidere anche per migliorare gli effetti dello scarico delle acque termali non certo sulla legalità degli stessi qualora come io penso, si dimostrasse l’opposto.”

 

Le domande che  Lasagna voleva fare  erano molte ma il tempo stringeva. Guardò l’orologio ed erano oramai le 20,10, tra mezzora sarebbero arrivate le pizze.

Cosa facciamo!” disse “le pizze sono orami in dirittura d’arrivo ed io dovrei chiederti molte cose.”

“Va bene” disse Giuseppe “mi dia il tempo per presentarle alcune ulteriori fotografie e la chiudiamo qui. Poi durante e dopo la pizza  potrà chiedermi quello che vuole, penso che del tempo ne avremo”

Lasagna annuì e le fotografie uscirono dalla cartella.

 

Il quarto documento

“Le voglio mostrare ora un punto delicato di scarico della fognatura bianca in un fosso.

Da questo scarico, per la gran parte giornalmente intasato, dipende gran parte della dinamica delle fognature del centro termale di Abano, zona Sacro Cuore. Guardi le feto, penso che ogni commento sia superfluo o tutt’al più un dopo pizza.”

                 

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Il campanello suonò, le pizze erano arrivate e la serata si concluse verso le 23 tra domande, risposte, grappa ghiacciata, noccioline, caffè e qualche biscotto semi dolce compresa un poco d’uva sempre presente in casa Lasagna.

 

 

 

CI VEDIAMO VENERDI PROSSIMO CON L’ULTIMO APPUNTAMENTO DEL COMMISSARIO LASAGNA: “RIFLESSIONI A FUTURA MEMORIA