Le terme e le indagini del Commissario Lasagna

Riflessioni a futura memoria.

 

 

Quella mattina verso le 10 il Commissario, dopo aver bussato alla porta dell’ufficio di Rubini, fece capolino stranamente senza preavviso.

Il Vice Questore vedendolo lo salutò con un sorriso e…

 

“Avanti, avanti Commissario quale aria tira?”

Aria di uova marce.” Rispose Lasagna.

“Spero non si riferisca a questo ufficio ma piuttosto che lei abbia un qualche ricordo ‘odoroso’ delle sue gite con la vecchia Bottecchia!”

Si riferivano entrambi al tipico odore che si può ancora percepire in determinati punti di Abano e Montegrotto dovuto ad alcune caratteristiche dell’acqua termale, una volta era  più presente.

“Certo, ed è proprio di queste cose che vorrei parlarle, ha del tempo?”

“Si, mi pesca in un momento di libertà vigilata, ad un certo punto dovrò scappare, ma c’è del tempo. Si accomodi e mi dica.”

 

Lasagna iniziò la sua relazione sugli ultimi incontri ‘termali’ mostrando al Dott. Rubini anche le foto avute da Giuseppe. Stava per concludere quando una persona entrò facendo cenno al Vice Questore di essere aspettato.

“Arrivo subito” disse Rubini e si rivolse a Lasagna.

“Caro Commissario, ottimo lavoro ma…”

Lasagna come si suole dire alzò le orecchie e il suo sorriso mulesco si trasformò in un silente ringhio. Rubini se ne accorse e sorridendo:

“No, no, niente di preoccupante. Il fatto è che sono curioso e avrei diverse domande da farle. Pertanto se lei venerdì pomeriggio, diciamo dopo le 18, venisse qui gliele farei tutte e poi se del caso, ma sarà il caso, le offrirò, e sottolineo le offrirò, una bella frittura di pesce garantendo la presenza del suo amato Pinello. Cosa ne pensa?”

“Che dire, mi piacerebbe e ne sarei onorato, ma…”

“Problemi?”

“Si e no, il fatto è che sarebbe gradito anche un piccolo antipasto di pesce. Cosa ne pensa Dottore?”

Va bene, per questa volta affare fatto. Avrò occasione di rivalermi, comunque se l’è guadagnato.”

Si salutarono con un sorriso  facendosi scherzosamente il saluto militare. Lo facevano a volte come segno d’accordo.

Venerdì ore 18, Lasagna entra a nell’ufficio di Rubini..

La prima domanda di Rubini:

“Che idea si è fatto Commissario?”

Lasagna fece una piccola premessa.

“Va sempre ricordato che la mia non è stata una indagine, ma una semi indagine, non avevo a seguito le gazzelle ma pur con questi limiti una idea generale me la sono fatta.”

“Mi dica.”

 

Per prima cosa posso dire che forse abbiamo avuto la fortuna di indagare su un fatto molto particolare ma che richiama tante altre cose. A mio avviso è sintomatico di un modo di gestire la cosa pubblica e le sue leggi in modo asintomatico. Quando fa comodo viene chiamato ‘burocrazia’ parola questa che assieme a quella di ‘casta’ sono utili a nasconde responsabilità politiche e amministrative di gestione presenti da tempo nella vita delle istituzioni a tutti i livelli. Chiamandole burocrazia e casta in generale si evita di fare i nomi di amministratori e funzionari specifici responsabili di determinate scelte, omissioni ecc. quando non sono proprio i legislatori a sbagliare. In questo senso la stessa parola ‘politica’ serve oramai a fare confusione, da cui il modo di dire ‘buttarla in politica’.”

Amara considerazione” disse Rubini “Ma sostanzialmente condivisibile. Sono a volte comode etichette utili a silenziare i nomi dei responsabili di determinate scelte.”

“Certo. Per rispondere alla sua domanda faccio un breve schema cronologico che mi permette di mette in evidenza l’incredibilità di una situazione, incredibile ma reale. Per praticità seguo la situazione del Comune di Abano ma sappiamo che Montegrotto si trova potenzialmente nelle stesse situazioni e nella stessa Repubblica: quella italiana.

 

Lasagna presenta lo schema cronologico.

1976.     Legge Merli. La madre delle ‘rogne’, come lei ha osservato, con le sue varie applicazioni e novità.

1983/4   Otto anni di ritardo per applicarla ad Abano. Sarebbe meglio dire tentare di applicarla, relativamente al contributo da pagare per lo scarico ma sostanzialmente per tutte le sue parti (allacciamenti alla fognatura, controlli ecc.).

1999      Venti tre anni dopo la Merli il regolamento sulle fognature del Comune di Abano dove, nella delibera di approvazione da parte del Consiglio comunale, il sindaco di allora afferma: ‘… è stato chiarito l’aspetto della generale obbligatorietà dell’allacciamento alla fognatura pubblica in modo da poter controllare tutti gli scarichi.’ Ci sono voluti 23 anni per dire quello che una legge prevedeva da sempre e abbiamo visto che per le acque termale tutto questo è ancora oggi abbastanza aleatorio.    

2006       Dopo trent’anni arriva il Decreto Legislativo 3 aprile n. 152 – Norme in materia ambientale. Cambia tutto, si supera di fatto la Merli ma il regolamento sulle fognature non viene minimamente rivisto, resta immutato.

2019       Piano delle acque del comune di Abano, il regolamento pur vigente, non viene nemmeno richiamato ne vengono richiamati elementi legislativi per un eventuale suo aggiornamento.

2020       Ad oggi il regolamento rimane ancora immutato e sostanzialmente inapplicato in molte sue parti è all’oggi presente nell’elenco dei Regolamenti del comune di Abano quindi si presume ancora valido.”

 

Visto così sembra incredibile” riprese Rubini.

Lasagna:  “Si, soprattutto se si pensa che questo regolamento è stato il perno di una discussione trentennale sul fatto se si dovessero pagare o no gli scarichi dell’acqua termale, ma non solo. Va ricordato che nel frattempo si sono avvicendati tra Abano e Montegrotto una decina di Sindaci alcuni commissari prefettizi e, vado a occhio, una ventina di responsabili di vario livello negli uffici tecnici dei comuni e nelle ragionerie. Si è discusso di tutto su un possibile niente: un fantasma, ma il regolamento era li e in alcuni casi deve pur essere stato richiamato, almeno per alcune sue parti o sempre tutti ciechi?”

 

Plausibile, molto plausibile” Esclamò sconsolato Rubini e fece la seconda domanda:

“Ma secondo lei il regolamento è ancora valido?”

Si, no, forse ma, chi lo sa? Questo sembra essere la risposta più ovvia stando alle cose che conosciamo. Poi che sia valido o no nulla ci azzecca essendo a mio avviso, per la parte termale rimasto inapplicato. Quindi che non si applichi un regolamento vecchio o non si applichi uno nuovo è ininfluente, non è applicato e basta! Pur tutta via se la nuova legislazione prevede cose diverse da quelle contenute nel vecchio regolamento valgono quest’ultime e se valgono quest’ultime, non si capisce perché esista un regolamento vecchio visto che devono essere applicate queste ultime. Ma torniamo a quello detto prima, non sono applicate e se per caso lo fossero, quindi venissero richiamate in documenti amministrativi ufficiali, tutto avviene in modo  asintomatico  ‘ufficialmente-illegale’. Bella confusione!

E mancando i controlli…” disse Rubini.

Esatto: nebbia e fantasmi.”

Però ha ragione Antonio e al dunque ci si deve arrivare. Basterebbe poter controllare alcuni procedimenti edilizi di nuovi alberghi costruiti negli ultimi 10 anni o di  ristrutturazioni per vedere se la nuova concessione per l’abitabilità e l’agibilità corrisponda a tutti i requisiti necessari compresi quegli degli scarichi termali. Se non ci fossero sarebbe incredibile ma non lo è meno il fatto che ci siano. Basterebbe controllare. Comunque potremmo capire a quale normativa fanno riferimento, sempre ne sia prevista una.

Ecco appunto!” esclamò il Vice Questore. “Sarei anch’io curioso di vedere a cosa si riferiscono per l’eventuale presenza dei depuratori per i fanghi e come abbiano fatto in caso di loro assenza. Potrebbe essere che oggi non servano più, ma allora perché non metterlo per iscritto. Penso non tanto alla parte comunale ma a quella degli albergatori, avranno pure dei tecnici, degli avvocati che di fronte a queste novità dovrebbero chiedere la modifica e l’eventuale non applicazione del vecchio regolamento ma delle nuove norme.”

“Già, già” sospirò Lasagna ma…”

 

L’incontro andava avanti intensamente, senza interruzioni e quando Rubini guardò distrattamente la pendola si accorse che erano oramai quasi le 20 e approfittò della pausa di riflessione di Lasagna:

“Commissario da una parte mi dispiace ma da un’altra no: sento già il profumo della frittura. Sono oramai le 20.”

Anche Lasagna rimase un poco sorpreso dell’ora: “Come si suole dire: il tempo corre.

“Già! Avrei molte domande da farle per esempio sul risparmio energetico e sulla geotermia tante volte da lei richiamati, sul fatto se queste distorsioni abbiano portato nocumento in generale e come ma… penso sia giusto chiudere qui, magari ci riserviamo in futuro una libera discussioni e altre verifiche su queste problematiche. Pur tuttavia un’ultima domanda di chiusura gliela voglio fare:

“Che consiglio darebbe, se richiesto, alle autorità per affrontare quanto lei, mi sembra giustamente, indichi e abbia dimostrato essere l’illegalità asintomatica?”

Bella domanda.” Rispose Lasagna. Avrebbe avuto bisogno di un caffè ma stranamente non era a diposizione. La risposta comunque venne immediata anche perché prevedendola, a dire il vero, ci aveva pensato in diverse occasioni.

 

“Potrebbe sembrare semplice ma tale non è per i seguenti motivi.
1) Da quanto ho potuto capire seppure in modo superficiale la illegalità asintomatica potrebbe non essere legata solo al Regolamento delle fognature ma a tutta una serie di questioni che direttamente od indirettamente sono collegate. L’impressione precisa è che tutto dipenda da una situazione di illegalità-confusione-pressapochismo a livello della Regione Veneto che può essere sorta anche, nel tempo, dall’unicità e specificità di questo Bacino Termale solo più di recente definito come BIOCE (Il Bacino Idrominerario Omogeneo Dei Colli Euganei gestito da una Gestione Unica.

2) L’altra convinzione che mi sono fatto e che la situazione legislativa regionale in materia termale e la gestione da parte della Regione di questo patrimonio abbia procurato un ritardo nello sviluppo e nell’innovazione che può essere ricalibrato e rilanciato solo partendo da una visione geotermica e biologica della risorsa stessa. Parlando di questo con un autorevole conoscitore di questa realtà e delle cose regionali mi ha testualmente detto: “La regione non sa quale patrimonio ha per le mani.”

 

“Detto questo le cose da fare sarebbero:

  • I Sindaci di Abano e Montegrotto dovrebbero rapidamente riunirsi con i loro tecnici comunali e con un paio di avvocati con specifiche competenze per fare il punto della situazione per verificare se è come io l’ho vista e come credo sia.
  • Se così fosse chiedere un incontro in Prefettura con il presidente della Regione Veneto per illustrare la situazione e rapidamente chiedere un restyling legislativo che da una parte coordini e eventualmente modifichi le norme regionali in merito, ove possibile, e dall’altra predisponesse un unico regolamento per Abano e Montegrotto.
  • Penso resterebbero comunque i vincoli sugli scarichi derivanti da norme nazionali e quindi prevedere un piano a medio e lungo termine che portasse a sanare la situazione e questo dovrebbe essere l’occasione per una ‘rinascitadella termalità basata sulla biologia e geotermia termale con progetti precisi di investimenti nella sostenibilità, nel risparmio energetico e nella innovazione di processi e di prodotti in una radicale modifica della legislazione regionale in materia verso una progressiva ecosostenibilità.

 

Ecco, potendolo. suggerirei questo.

Poi nello specifico, mi sono fatto anche alcune idee operative che magari un giorno le discuteremo assieme se le va.”

 

 

Concordo.

disse Rubini

e niente aggiunse se non un semplice:

“Andiamo, la frittura e il Pinello ci aspettano e come detto: offro io.”

 

 

Si incamminarono, alcuni testimoni giurerebbero che fossero a braccetto. La trattoria distava a piedi circa una ventina di muniti: niente di meglio di una camminata all’aria aperta in una serata ne fredda ne calda.

 

Ad un certo punto Lasagna si fermò di scatto e con la mano destra trattenne Rubini per il braccio.

Questi rimase sorpreso e per certi aspetti anche preoccupato ma il sorriso mulesco-sarcastico di Lasagna lo rasserenò e allora disse:

“Cosa c’è ha visto un fantasma?”

Il mulo aveva la risposta pronta, diciamo preparata da un pezzo.

“Non solo l’ho visto ma l’ho anche fotografato.”

Trasse dalla tasca della giacca il telefonino e dopo breve ricerca fece vedere al Vice Questore due foto scattate il giorno prima in un canale di Abano.

“Eccolo si vede bene, e qui da anni ma nessuno se ne accorge:

è lo spreco energetico.”

Rubini pensieroso e come colpito a freddo disse sospirando:

È vero, ho visto anch’io questa cosa centinaia di volte ma il fantasma no…

ora lo vedo bene!”

 

 

 

 

 

Cari amici

con questo il Commissario Lasagna ha concluso la sua semi-indagine.

Lo rivedremo?

Si, no, forse, ma, chi lo sa?

Comunque se sarà molto tempo non ci vorrà.

 

 

 

Un saluto a tutti voi da parte di

Lasagna

Rubini

Antò

Toni

Bepi

nonché da parte mia, semplice testimone e  narratore.