Le terme e le indagini del Commissario Lasagna

Si, no, forse, ma!

 

L’indomani mattina alle ore 7 Lasagna chiama al cellulare il Dottor Rubini il quale riconoscendo il numero risponde rapidamente; solo nelle situazioni di emergenza il Commissario seguiva questa prassi.

Cosa succede…!”. Chiede Rubini.

“Niente di particolare.”

“Come niente di particolare, a quest’ora… mi dica.”

“Caro Dottor Rubini le comunico che oggi probabilmente sono ammalato.”

Rubini si rasserenò e: “Quindi penso lei abbia bisogno di un giorno di permesso per quasi malattia.”

“Esattamente.”

“Ok, diciamo quindi di un permesso per quasi ferie.”

“Vedo che lei capisce al volo…”

“Domani pensa di essere pressoché guarito?”

“Non ci sono dubbi, sicuramente e pressoché alla 9 sarò in ufficio.”

“Va bene e come si direbbe tra commilitoni, la copro e permesso concesso. Avviso io l’ufficio. A proposito ha qualche cosa di urgente da sbrigare?”

“No direi di no, ingolfamento da ordinaria amministrazione, ma niente di più.”

“Va bene supervisionerò e se vi fossero urgenze mi permetto di chiamarla immediatamente.”

“Certo, grazie e ci vediamo domani.”

“Mi scusi Lasagna, ma questa quasi malattia ha niente a che vedere con le terme?”

“Certo vado alle terme per una piccola rilessante quasi cura.”

 

Lasagna prese la vecchia ma sempre valida e scorrevole Bottecchia e dopo aver controllato che la pressione delle ruote fosse a posto partì. Uscito dal centro decise di prendere la ciclabile lungo l’argine del canale della Battaglia dove arrivò verso le 9 e fece colazione con il giornale tra le mani.

Ripartì riprendendo l’argine e questa volta deviò verso Montegrotto supervisionò i canali e il centro per poi recarsi ad Abano.

Annusava l’aria dell’ambiente termale e rifletteva. Breve fermata per un caffè.

Riprese la strada dell’argine del canale della Battaglia per ritrovarsi a casa alle 12,30. Breve pranzo, il dovuto riposo e verso le 16, 30 era da San Leopoldo nel Museo Missionario dove doveva incontrarsi con alcuni amici per dare il suo contributo ad alcune iniziative di volontariato. Alle 18,30 si incamminò verso casa fermandosi a comperare del Kebab per la cena. Si era ricordato di avere ancora un poco di cabernet a disposizione in una bottiglia aperta due giorni prima. Cenò, uno sguardo veloce ai vari telegiornali, era l’unica occasione per cui cambiava i canali, e si rimise a fare il lavoro di volontariato sulle terme.

Disse, solitariamente e ad alta voce: “Bene, una pausa di riflessione ci voleva.”

 

Riprese l’analisi del regolamento di Abano dall’ articolo 20.  Impianti di pre-trattamento per le acque termali usate.

Notò che in questo articolo che il contenuto veniva espresso in modo diverso. Ciò che prima appariva, discutibile, interpretabile ecc. in particolare a Montegrotto dove alcune cose erano del tutto assenti, ora assumeva un tono più specifico: perentorio.

 

“1) Le acque termali usate che siano venute in ogni modo a contatto con i fanghi, e tutte quelle comunque intorbidite, perché possano essere raggiunti i limiti di accettabilità allo scarico debbono necessariamente essere sottoposte ad un processo di pre-trattamento in un idoneo impianto, posto a monte del pozzetto d’ispezione e prelievo campione di cui al punto precedente.”

 

Lasagna drizzo la schiena sulla sedia, prese matita e carta:

Ora capisco i prelievi la loro necessità: Quindi ogni albergo deve avere un apposito meccanismo di depurazione dell’acqua termale dai fanghi i quali a rigore di logica, dovrebbero essere stoccati e smaltiti o recuperati. Mai sentito niente del genere nelle conoscenze generiche sulle terme.!!!!!!!! Sottolineò per tre volte.

 

“2) L’impianto di pre-trattamento deve essere di tipo approvato dal Comune e deve consentire il raggiungimento dei limiti di accettabilità in ogni condizione di esercizio.”

Appunti di Lasagna. Ma i comuni di Abano e Montegrotto hanno un loro modello unico di impianto da proporre agli alberghi? Quale tipo di impianti sono ritenuti validi? Oppure tutto questo non esiste! Sarebbe incredibilmente grave.

 

Continuò con la lettura del regolamento.

“3)   Ad esso debbono preferibilmente essere addotte le sole acque termali intorbidite.

4)     L’impianto dev’essere dotato di un sistema di estrazione dei fanghi tale da consentirne l’allontanamento senza provocare il temporaneo intorbidimento dell’acqua termale scaricata.

5)     L’impianto dev’essere mantenuto in condizioni di perfetta efficienza a cura e spese del titolare dell’attività di cura idrotermale.

6)     Di norma ciascun albergo o stabilimento con attrezzature per le cure idrotermali deve essere dotato di un proprio impianto di pre-trattamento.

7)     Tuttavia il Dirigente, su richiesta degli interessati, ha facoltà di concedere la riunione degli scarichi di più utenti idrotermali in un solo impianto di pre-trattamento, purché di caratteristiche idonee a trattare efficacemente tutte le acque in ogni condizione di esercizio.”

 

Lasagna sapeva bene di non essere un esperto delle terme tuttavia mai aveva sentito dell’esistenza di questi impianti né tantomeno nell’elenco dei regolamenti comunali ve ne era uno specifico per questo tipo di impianto. VERIFICARE. VERIFICARE, scrisse e sottolineò a matita,

Gli sembra questo un tema fondamentale che se eluso metteva in discussione l’esistenza stessa dell’attività termale la quale diventava di per sé illegale. Voleva sentire Antò e parlarne con Rubini.

Pausa caffè e biscottini, breve sguardo alla silente amica che trasmetteva una trasmissione in cui tutti ballavano e cantavano e si rimise al lavoro volontario pensando ai tempi in cui c’erano cantanti come Claudio Villa o Domenico Modugno che magari non ballavano… ma a cantare!.

 

Riprese dall’ Articolo 40

Vi erano norme generali che quindi riguardavano quindi anche le acque termali.

 

“8) In ogni caso il Dirigente rilascia l’autorizzazione definitiva soltanto dopo che sia stato comprovato il raggiungimento delle condizioni di ammissibilità ed il rispetto delle norme regolamentari in genere, mediante l’ispezione dei tecnici comunali ed il prelievo di campioni delle acque di scarico, sottoposti ad analisi da parte di laboratori ufficiali, con esito favorevole.”

 

La domanda era sempre la stessa e la riscrisse negli appunti: ma queste analisi sono state fatte? Se si, dove possono essere rintracciate? Sono allegate all’abitabilità di un albergo?

 

Articolo 42.

 “-  per gli insediamenti idrotermali: caratteristiche dell’insediamento; con precisazione dell’area coperta e scoperta, del numero di posti letto, del numero di camerini di cura; numero e dimensioni delle vasche per fanghi termali, denominazione del o dei pozzi idrotermali utilizzati e precisazione del prelievo medio giornaliero di acqua termale; indicazioni sulla quantità d’acqua termale usata distintamente per cure, piscine, riscaldamento, ecc.; descrizione e caratteristiche costruttive e funzionali dell’impianto di trattamento delle acque termali torbide con precisazione delle modalità di estrazione dei fanghi decantati ed ogni altra notizia utile a qualificare le acque di scarico previste.”

 

Altro punto che Lasagna riprese e sottolineò in relazione ai progetti da presentare per l’autorizzazione agli scarichi era che: “Essi devono essere redatti in conformità a quanto prescritto dalla Delibera del Comitato dei Ministri per la Tutela delle Acque dall’ inquinamento del 04/02/1977. recanti norme per la tutela delle acque contro l’inquinamento.”

 

Era tardi, nella silente amica era già apariva quell’addormentate conduttore che intervista vari personaggio, ottimo sonnifero per chi soffre d’insonnia.

Mancava poco alla lettura completa del regolamento e decise di continuare.

 

Articolo 52

“1) L’Ufficio Tecnico Comunale, in ottemperanza al comma 5 dell’art. 9 della legge 10/05/76 n. 319, è autorizzato ad effettuare tutte le ispezioni che ritenga necessarie, all’interno degli insediamenti produttivi ed industriali, per l’accertamento delle condizioni che danno luogo agli scarichi, per la verifica della rete di fognatura interna ed esterna, fino all’allacciamento alla fognatura pubblica, in particolare per quanto attiene alla separazione delle acque meteoriche e per il controllo dei limiti di accettabilità imposti.

2)   Le funzioni di vigilanza e di controllo saranno direttamente svolte, per quanto di competenza, dall’Ufficio Tecnico Comunale, che si avvarrà, ove necessario, della collaborazione di Laboratori ufficiali per il prelievo e l’analisi di campioni di acque di scarico.”

 

Ormai si era fatto un’idea delle possibili illegalità presenti nella gestione delle acque termali, anzi di un’unica illegalità generalizzata continuata per tanti anni. Questa era la sua idea ma gli mancavano “le sirene delle volanti” per documentarla.

Pensava proprio di aver finito ma come si sa e se lo doveva immaginare alla fine arrivò la ciliegina avvelata: in cauda venenum, per lui l’allontanamento del sonno.

 

Art. 55 – Determinazione del canone dovuto dagli utenti della pubblica fognatura. 

“1) In corrispondenza dei servizi di fognatura e di depurazione, ed in conformità alle norme vigenti, per lo scarico delle acque di rifiuto provenienti dalle superfici e dai fabbricati privati e pubblici, ivi inclusi stabilimenti ed opifici industriali, a qualunque uso adibiti, e dovuto al Comune – Ente gestore del servizio – da parte degli utenti, il pagamento di un corrispettivo secondo apposita tariffa.

2)   La tariffa e formata dalla somma di due parti, corrispondenti rispettivamente al servizio di fognatura ed a quello di depurazione.

3)   Alle acque termali non viene applicata la sola quota di tariffa riferita al servizio di depurazione.”

 

Lasagna scoppiò in una fragorosa risata; non è da escludersi che sia stato udito in tutto il condominio. Pensò alla diatriba sul pagamento del canone delle acque termali ricordatagli da Rubini. Disse tra sè e sé, ma a alta voce, moderando tuttavia il volume rispetto alla risata:

Se è come la vedo io gli albergatori non dovrebbero pagare, semplicemente non potrebbero scaricare! Peccato non poter mettere in moto le sirene delle volanti.”

Tuttavia sapeva che senza di quelle, le sue restavano supposizioni e quindi in questo contesto l’illegalità asintomatica e silente avrebbe potuto tranquillamente essere trasmessa senza colpo perire.

Come di solito il sonno lo avvinse lentamente con al sua opera di portatore di fantasmi e di sogni tra i quali l’apparizione di un possibile Amleto che con un secchio di fango in mano declamava: “Scaricare o non scaricare: Questo è il problema.”

 

CI VEDIAMO VERNERDI PROSSIMO CON “LA STRATEGIA DELLE PIZZE”