Le terme e le indagini del Commissario Lasagna

Dentro alla geotermia di un albergo

 

La sera seguente il Commissario Lasagna stese un breve documento sulle sue ultime riflessioni e lo inviò via email a quelli dell’Oca Selvaggia. Il sabato e la domenica trascorse diverso tempo al telefono per confrontarsi su queste cose e preparare per bene l’incontro del lunedì. C’erano anche dei problemi tecnico pratici relativamente al fatto che sarebbero stati presentati a video dei disegni.

Non sarebbe stato più lui a dirigere l’orchestra ma il Gatto e la Volpe, e specificatamente la Volpe-idraulico Giuseppe, che avrebbe presentato le considerazioni fatte con il Gatto-muratore Antonio durante le 2 visite all’albergo del Dott. Fredo.

 

E così il lunedì sera già venti minuti prima dell’orario canonico delle 20,45, il Commissario attendeva con impazienza il glouk di skype che arrivò puntualissimo e le facce dei quattro comparvero sorridenti sul video.

“Buonasera a tutti” disse Lasagna. “Cedo subito la parola a Giuseppe per la sua relazione.”

 

Giuseppe senza alcuna titubanza iniziò il suo intervento.

“Esperienza interessante anche grazie alla disponibilità del Dott. Fredo.  La cosa più bella per me e Giovanni è stato ritornare in quel posto dopo più di quindici anni e vedere che per certi aspetti ‘nulla era cambiato’. Tutto sommato l’atmosfera e il ‘profumo’ sono rimasti quelli.

Abbiamo preparato alcuni schemi, li presenterò a video. Riassumono il processo dell’utilizzo dell’acqua termale nell’albergo. Prima però vanno fatte alcune considerazioni:

 

  1. non ci risulta che nei circa 100 alberghi presenti tra Abano e Montegrotto esista un modello unico di gestione dell’acqua termale, l’impressione è che ognuno vada un poco per conto proprio con maggiore o minore razionalità
  2. la distribuzione dell’acqua in particolare per l’utilizzo del calore varia o dovrebbe variare, notevolmente con il clima delle stagioni e con la presenza più o meno alta dei curandi in certi periodi dell’anno
  3. abbiamo fatto un tentativo per un possibile paragone, almeno su alcuni parametri, tra quanto accade in questo albergo e il tutto del bacino, così da poter avere un’idea almeno quantitativa di larga massima su alcuni processi. Da questo punto di vista abbiamo comparato il consumo d’acqua di questo hotel circa 190.000 metricubi all’anno (190 milioni di litri) con il consumo complessivo di acqua nel BIOCE, 15 milioni i metri cubi all’anno (15 miliardi di litri), e dei suoi circa 100 alberghi, definendo che il nostro albergo possa rappresentare 1,26% del tutto (arrotondato). Questo 1,26% ci sarà d’aiuto per fare dei paragoni. Quindi è un albergo più grande della media.
  4. Dal punto di vista qualitativo generale (sia nell’impiantistica che nella gestione complessiva dell’azienda) riteniamo questo albergo posizionato come medio alto. (8 punti, su una scala da 1 a 10)

 

Sono chiaro?

Lasagna aspettò per vedere se c’era da parte di Rubini qualche osservazione ma il Vice Questore era assorto ad ascoltare, diede quindi l’ok a Giuseppe per continuare.

 

Giuseppe riprese la parola.

“Abbiamo pensato utile fare una scheda generale dell’albergo in modo da inquadrarlo:

  • gestito dalla famiglia Fredo da tre generazioni (ancora a gestione familiare)
  • posti letto 300
  • camere 170
  • camerini fangoterapia 20
  • consumo acqua termale 190.000 metri cubi anno = 365 litri al minuto. (Ultimi anni pre-covid)
  • cubatura Hotel 50.000 metri cubi
  • presenze 40.000 (media ultimi anni pre-covid)
  • fatturato 4.000.000 di Euro (media ultimi anni pre-covid)
  • entrata media per presenza 100 euro.

È un albergo, con una sua clientela e un nome consolidato, il cui bilancio economico complessivo si basa ancora par la maggior parte, circa 60%, sul reparto cure nel loro complesso – cure e soggiorno -.”

 

Giuseppe cominciò a trafficare con delle carte che aveva preparato, era la scaletta della sua relazione. Ad un tratto apparve sul video uno schema:

 

 

“Questo è lo schema generale semplificato dei vari percorsi che l’acqua termale compie all’interno dell’albergo.

 

Tutto parte dal pozzo con i suoi 365 litri al minuto alla temperatura di 82 gradi, l’acqua entra nel pozzarotto, la centrale di smistamento, e qui si divide i 4 vie principali

la n.1 serve a) per il riscaldamento di tutto l’albergo compresa l’acqua sanitaria e b) per le vasche da fango

la n.2 serve come supporto alle vasche da fango per emergenze e per la pastorizzazione-disinfezione dell’acqua

la n.3 serve come acqua per i bagni e le docce nei camerini della fangoterapia

la n.4 va direttamente alle piscine

 

Tutto questo, e la cosa colpisce, viene gestito sostanzialmente ‘a mano’, manca una qualsiasi forma di automatizzazione di processo, tutto a mano come ai ‘bei’ vecchi tempi”, a parte l’uso di sonde e sensori per automazioni specifiche. Di conseguenza è assente anche un controllo reale dei flussi dentro all’azienda se non quelli a bocca pozzo. Questo è un fatto notevolmente limitante per la gestione e per la conoscenza dei processi sui quali, noi dobbiamo accettare per la  semi-indagine, le valutazioni quantitative gentilmente forniteci dal dott. Fredo. Le vedremo.

 

Rubini e Lasagna rimasero sorpresi, non si aspettavano un simile schema sia per la sua complessità e per il poco tempo che il Gatto e la Volpe avevano impiegato a farlo.

“Molto bene” disse lasagna” certo che ci sarebbero varie domande da fare…”

“E già!” sottolineò Rubini.

Giuseppe riprese in mano rapidamente il bandolo della matassa.

Lo so, lo so, ma non preoccupatevi abbiamo preparato un procedimento specifico (didattico) per la comprensione; procederemo ad illustrare il tutto per gradi. Certo, in una prima fase ad un livello generale poiché ogni snodo fondamentale del sistema (ad esempio le vasche, le piscine ecc.) richiederebbe una specificazione più concreta ma anche questo lo vedremo più avanti se lo riterrete utile, per ‘temi di interesse semantico’ almeno quelli più generali.

 

Presenterò quindi una per una le quattro vie percorse dall’acqua partendo dalla n.1 quella sicuramente più importante sia per la gestione qualitativa del calore che per la parte curativa, le vasche dove si produce il fango maturo e i relativi micro organismi antidolorifici.

FIGURA N.1

 

Partiamo dall’inizio: dal pozzo con gli 82 gradi. Troviamo subito, prima del pozzarotto, gli unici strumenti   di controllo del processo, un termometro per la temperatura, il contatore per determinare la quantità d’acqua emunta previsto per legge e l’inverter che serve a regolare la potenza della pompa in relazione alla necessità dell’acqua.

Dal contatore si possono rilevare i dati mensili del consumo. Già questo ci dice molto sulla qualità del controllo di un processo che dovrebbe avvenire con un monitoraggio costante, al minimo giornaliero se non orario, che tuttavia non esiste né nelle singole aziende (per quello che conosciamo) né tantomeno quindi, ed è cosa grave, a livello di rete di BIOCE. Come considerazione, amara, possiamo dire che il 1919 non è presente solo nella legislazione sanitaria!

 

Proseguendo nel nostro schema, troviamo il pozzarotto e le varie linee di utilizzo dell’acqua termale.

Come primo elemento importante della linea 1 troviamo il cuore del riscaldamento dell’albergo, gli scambiatori di calore, che attraverso piastre e boiler scambiano appunto (trasferiscono) il calore dell’acqua termale a quella dell’acquedotto che viene messa in circolo. In questo modo si produce sia l’acqua calda per il riscaldamento di tutto l’albergo sia quella sanitaria. Qui sta evidentemente un ‘concettualmente appropriato’ uso geotermico del calore.

Come secondo elemento troviamo il blocco delle vasche da fango nel loro ruolo di rigenerazione, prima maturazione, maturazione e pastorizzazione del fango da cui le cure termali.

Il terzo blocco è rappresentato dal chiarificatore (depuratore dal fango), presente in questo albergo. Per la situazione generale vale quanto ci siamo detti durante l’analisi delle fognature (vedi prima serie dei racconti – serie gialla -) [1] relativamente alla possibile non presenza in tutti gli alberghi del chiarificatore e della mancanza di controlli.

 

Lasagna, poiché il video del computer era occupato dallo schema, fece un colpo di tosse per frasi sentire ed intervenne.

“Sarebbe l’ora della nostra pausa caffè, ma chiederei a Giuseppe di continuare perché il Dott. Rubini, domani mattina deve partire presto per Roma. Era incerto se partecipare a questo nostro incontro skyperiano ma non voleva mancare “per tutto l’oro del mondo”, così ha detto. Gli ho quindi promesso che alle 22,30 avremmo smesso… quindi se nulla osta proseguiamo. Il silenzio-assenso fu totale. Rubini ringraziò e Giuseppe riprese la sua relazione.

 

Il chiarificatore è elemento strategico, deve garantire che le acque termali mescolatesi nel processo di maturazione con il fango, non lo veicolino nelle fognature o in altri punti di scarico poiché, oltre ad essere con ogni probabilità azione fuori legge, provoca inconvenienti (ostruzioni, straripamenti) evidenziati nel Piano delle Acque del Comune di Abano.[2]

Oggi il chiarificatore è rappresentato, in questa azienda; da una vasca per la sedimentazione del fango ma oramai esistono filtri che potrebbero garantire la completa tenuta dello stesso notoriamente molto sottile e mobile nell’acqua, particelle sospese non facili da far sedimentare. Basta un movimento qualsiasi dell’acqua e ricominciano a muoversi e galleggiare spostandosi da un punto ad un altro. Va ricordato che i tecnici che hanno elaborato il sopra citato piano, hanno definito come insufficiente, proprio per questo motivo, la pulitura che viene fatta delle fognature con il canal jet.

La cosa che ci ha piacevolmente sorpreso è una specie di raccolta differenziata del fango che, là dove viene ritenuto ancora usabile, viene raccolto e riciclato, dove invece non lo è più viene prelevato con il canal jet botte e trattato come rifiuto speciale con i relativi costi.”

 

A questo punto Giuseppe tolse i disegni dal video e fece una pausa permettendosi di bere un bicchier d’acqua. Nell’etereo ambiente internet partì un applauso spontaneo. Applaudiva anche il Gatto Giovanni che in qualche modo si auto applaudiva.

Si sarebbe potuto continuare ancora, anzi c’era la curiosità da parte di tutti ma il Vice Questore doveva andarsene e quindi ci si salutò, svolazzamento di mani e sorrisi, dandosi appuntamento al lunedì successivo.

CI VEDIAMO MARTEDI PROSSIMO

CON

CHI L’AVREBBE MAI DETTO

 

BUONA PASQUA

 

[1] http://www.alessandroghiro.it/articoli/termalismo-euganeo/le-terme-e-le-indagini-del-commissario-lasagna/page/2/

[2] https://www.comune.abanoterme.pd.it/altri-strumenti/